Gli antipodi
Gli
Uomini Sessuali nascono ufficialmente alle 22.45 del giorno
venticinque ottobre del millenovecentonovantasei..
Era
buio e si trovavano in un magazzino di Via Collerisi a Vallemarina.
Quella sera erano presenti Gianluca Proia il primo cantante, Arsenio
Iannace alle tastiere, Julo Jannace e Silvio Contestabile alle
chitarre.
Il
caso volle che la serata venne documentata su nastro magnetico e la
sorte ha scelto che quel nastro, con la presentazione del gruppo e
l'esecuzione del primo pezzo "il mafrone", giungesse fino ad oggi,
ventiquattro dicembre duemilatre, giorno dell'uscita del primo album
degli Uomini Sessuali..
La
storia non ufficiale inizia qualche anno prima quando Silvio, Julo e
Arsenio si conoscono e decidono di fondare un gruppo rock.
L'unico dei tre a saper usare uno strumento è Arsenio che però suona
la fisarmonica, strumento che con il punk-rock non c'entra poi
tanto.
I tre
decidono allora di interpellare un quarto componente, Simone
Iannace, anche lui fisarmonicista, la scelta era illogica e
incoerente ma i quattro erano amici e le amicizie si sa non te le
puoi scegliere.
Il
primo nucleo di quelli che in futuro saranno gli Uomini Sessuali era
formato.
Loro
erano gli "Zappi per caso" ed il loro primo ed unico pezzo omonimo
giocava sul giro di DO e le parole erano: "siamo gli Zappi,, gli
Zappi per caso, Silvio, Arsenio, Luchino (Julo) e Simone, siamo
noi".
Simone Iannace per ovvi motivi si allontanò spontaneamente dal
gruppo, ma i tre rimasti continuavano a suonare assieme sulle
panchine della piazza centrale di Vallemarina, che tra l'altro è
anche l'unica.
In
questo modo i quasi Uomini Sessuali acquistarono il loro spessore
popolare ed attorno a loro iniziarono a girare voci e maldicenze
varie.
La
storia
Il
millenovecentonovantasei, come già detto, è l'anno della svolta, gli
ex "Zappi per caso" dopo aver scelto come loro fedele compagno di
viaggi Gianluca Proia (voce), decidono di cercare anche gli altri
componenti.
Il
primo ad essere interpellato fu Simone Pololla, anche lui tanto per
cambiare fisarmonicista, ma questa volta fu chiamato in veste di
batterista perché avendo a casa la batteria del padre sicuramente,
in qualche modo, la doveva saper suonare.
Follia di una Valle di lacrime era proprio così..
Siamo
arrivati così a Natale, la popolazione era in festa ed era
concentrata tutta sulla preparazione del Presepe Vivente, quell'anno
nella piazza venne allestito un grande tendone da circo dove,
proprio al suo interno, venne celebrata la natività.
Gli
Uomini Sessuali approfittando furbamente della religiosa distrazione
dei loro concittadini organizzarono il loro primo grande concerto
live.
Quella sera erano presenti le più alte autorità della valle, cioè il
gran consiglio degli anziani, più tutti i rispettivi genitori,
nonni, parenti, amici e l'asina che era servita per la sacra
rappresentazione.
Sono
in pochi a ricordare le canzoni che vennero proposte, e chi scrive
non è tra quelli, ma quello che non dimenticherò mai è la faccia
sbalordita degli astanti e più di tutti il volto del padre del
mitico Fausto Popolla l'individuo che da quella sera iniziò a
ballare sul palco degli Uomini come ragazzo immagine.
La
serata andò più o meno cosi; arrivati sul posto direttamente dalle
prove ognuno di noi si scambiò le scarpe in segno di solidarietà e
di coraggio. Consegnammo il foglio con il nome del gruppo al
presentatore che appena lo lesse si rifiutò di presentarci, quella
fu la nostra prima censura.
Dopo
una fulminea riunione la band decise che per via eccezionale quella
sera si cambiava nome e da Uomini Sessuali si passò a "dietro quel
vecchio palazzo c'era un povero cane pazzo, date un pezzo di pane a
quel povero pazzo cane". Il nome ebbe l'effetto desiderato e dopo un
paio di "cazzi pazzi" da parte dell'ancorman un genitore coraggioso
salì sul palco e impossessatosi del microfono gridò, <<signori e
signore ecco a voi gli Uomini Sessuali>>…seguì un silenzio tombale.
La
formazione sul palco era la seguente: Gianluca Proia alla voce,
Silvio Contestabile e Julo Jannace alle chitarre, Arsenio Iannace
alle tastiere, Simone Popolla alla batteria e Fausto Popolla, in
arte Sphidho, il ragazzo immagine. Non c'era il basso perché al
tempo ancora non ne avevano bisogno. Della serata purtroppo non
rimane alcuna traccia.
Dopo
la prima esibizione iniziarono ad arrivare i primi fans e con loro
anche degli strani personaggi entrarono a far parte della galassia
Uomini.. Uno di essi era "il Poeta Maledetto di Vallemarina",
Denisio Rizzi, detto anche Sciabbolone, è da attribuirsi a lui lo
spettacolare testo di "Tornavo da lavorare".
I
giorni passavano e senza accorgercene ci ritroviamo a suonare anche
con un bassista, Diego "Tex" Renzi. Nessuno sa come e quando sia
entrato a far parte della band, alcuni dicono che c'è sempre stato
ma fino a quel momento nessuno se ne era accorto. Tex era la pedina
mancante del gruppo, se il gruppo aveva bisogno di una sala prove
Tex in dieci minuti la costruiva compreso di amplificatori e
inpianto voci. Anche il rarissimo Bassotex è stato costruito
da lui assemblando oggetti vari. e corde.
Da
quel momento gli Uomini Sessuali potevano dirsi una band completa, e
consapevoli di questa posizione il giorno di carnevale del
millennovecentonovantasette decisero di dare alla luce il secondo
live al "bar Mele".
Questa volta non mancava proprio niente, gli strumenti c'erano
tutti, il pubblico era (ebbene si) pagante, ben diecimilalire costò
l'ingresso nel locale, l'atmosfera era delle migliori e la
performance non fu da meno.
La
formazione era Gianluca-voce, Arsenio-tastiere, Julo e
Silvio-chitarre, Simone-batteria, Sphidhoh (l'acca può essere messa
a piacere)-ragazzo immagine e Tex-basso.
Il
concerto fu aperto con un discorso incomprensibile del
proprietario del locale, Ennio Mele, che si rifiutò di togliersi
la maschera di gomma mentre parlava, verso la fine infilò il
microfono sotto la maschera ma il risultato non cambiò per nulla.
I
pezzi presentati furono "il mafrone", "tornavo da lavorare", "I
drogati", "Experienza extrasensoriale", "ho preso il catarro" (cover
di non so chi), "Gesù crist era nu tip che anzist" (Polpo), "la
bella lavanderina" (noto gioco per bambini).
A
presentare la formazione quella sera ci pensò una persona che poi
diventerà uno dei personaggi chiave nell'ultima trasformazione degli
Uomini Sessuali, lui era Tony Marra.
I
mesi successivi al concerto furono molto intensi soprattutto dal
punto di vista creativo, i ragazzi provavano continuamente e le loro
canzoni venivano cantate un po’ ovunque grazie alla loro facile
diffusione popolare. Arrivarono i mesi estivi e nella Valle si
organizzò la usuale festa dello Sport, il gruppo fu contattato e
senza pensarci due volte accetto…forse troppo in fretta.
L'agosto del millennovecentonovantasette fu la prima volta in cui il
gruppo si sciolse.
Come
sia andata veramente nessuno lo potrà mai dire, comunque la serata
si fece lo stesso, suonarono soltanto Simone Popolla alla batteria e
alla voce, Silvio Contestabile alla chitarra, Tex al basso e Spidhho
come ragazzo immagine. Sphido presentò per la prima e l'ultima volta
il suo pezzo "era una notte buia e silenziosa…".
Quella sera suonarono anche i "Cabiria" gruppo parallelo del
chitarrista Silvio e del bassista Tex dove tra gli alti c'era
l'allora cantante Salvatore Coccoluto, altro personaggio che
incrocerà la strada in modo travolgente con gli Uomini Sessuali.
In
seguito ai fatti sopra citati i magnifici sette si ritirarono a vita
privata, durante questo periodo ogni uno dei componenti intraprese
strade differenti, Arsenio Iannace, ad esempio, approfittò di questo
periodo di pace e tranquillità per sviluppare alcune tra le più
belle melodie mai scritte nella storia della musica melodica
partorendo un genere musicale tutto suo, scrivono di lui:
Il leader
carismatico della band è Arsenio Iannace, che con la sua ricerca del
"non detto" musicale inventa un nuovo rock, una nuova forma
melodica, degna dei migliori Beatles. Senza dubbio alcuno il vero
genio del complesso è lui, che, avvalendosi del contributo dei suoi
amici, innesta la "rivoluzione".
Si
conclude così la prima pagina della travagliata storia del gruppo
degli Uomini Sessuali, da questo punto in poi la band adotterà una
nuova strategia che diventerà nel giro di qualche anno il loro punto
di forza. La regola base sarà "creare il mito"…e ci sono riusciti,
in che modo lo vedremo fra un po’.
La
breve ed oltraggiosa meteora della "fase due"
Dopo
il primo scioglimento i nostri beniamini si riformarono più volte,
scambiandosi più di una volta gli strumenti, per poi tornare
nuovamente a litigare, sputarsi ecc., mitica è stata quella sera
dell'estate del 2001 quando il gruppo era atteso da più di
cinquecento persone al campo sportivo di Vallemarina per l'annuale
"festa della capra".
I
magnifici dopo aver montato gli strumenti ed aver lasciato che i
presenti gustassero il loro appetitoso piatto di capra, se la
diedero a gambe ed, ahimè, non si presentarono. Le ragioni non si
sapranno mai, ma il comunicato ufficiale, rilasciato dalla band al
gran consiglio degli anziani, diceva che il problema era sorto da
divergenze riguardo agli arrangiamenti di Cane Pizziglio.
Di
aneddoti come questi se ne potrebbero raccontare a bizzeffe, ed è
proprio qui il punto importante di questa seconda fase degli Uomini
Sessuali.
Negli
anni trascorsi a cavallo del duemila i componenti del gruppo si
impegnarono tutti singolarmente, e senza avvertire gli altri ad
organizzare concerti per poi puntualmente non presentarsi senza
avvertire. In questo modo, a detta dei componenti, non facevano
altro che far parlare di loro ed accrescere la curiosità attorno
alle loro leggendaria gesta.
L'attualità
Attualmente gli Uomini Sessuali sono sei:
Rodolfo Iannace, cantante ed immagine
carismatica del gruppo.
Giuseppe Pezza,
chitarrista, è il più giovane dei sei e rappresenta per i più
anziani il simbolo di come erano, è praticamente essenziale.
Salvatore Coccoluto,
chitarrista, è lo straniero, viene da Sabaudia. Il fans club degli
Uomini sta raccogliendo le firme per fargli avere la cittadinanza di
Vallemarina.
Tony
Marra,
basso, da sempre assieme al gruppo come accompagnatore ufficiale, è
riuscito finalmente ad entrare portando la sua impronta decisa alla
band.
Arsenio Iannace,
tastiere e compositore di alto bordo, ha una propensione innata per
la melodia a per tante altre cose che non si possono dire. È uno dei
membri storici del gruppo.
Silvio Contestabile,
batteria, già chitarrista, poi bassista, vero talento istrionico,
dotato di qualità incontestabili, nonostante il cognome. Altro
membro storico.
L'attuale formazione si mette assieme nel giugno duemilatre, su
iniziativa di Arsenio, Tony e Julo, che radunano i cocci e
ripartono.
A
soli trenta giorni dalla loro formazione si esibiscono a Vallemarina
in occasione della festa della Polisportiva. La serata si è conclusa
con un grande successo (oltre trecento persone), ed un mese di
malelingue per via di qualche testo incompreso.
La
band ha rimesso su per l'occasione i vecchi pezzi come "Kane
Pizziglio", "Il Mafrone", "Donna Prena", "Vallembernarda", "Kalugnia",
e "Tornavo da Lavorare", aggiungendo anche un inedito "Dice ca…".
Un
mese più tardi, sulla scia del successo della prima apparizione,
vengono invitati alla festa della birra a Monte San Biagio, ed a
ripetere il concerto ancora qualche tempo dopo, sempre a Monte San
Biagio, per la festa del "Vino e della castagna".
In
quest'ultima occasione gli "Uomini" presentano un nuovo pezzo, la
spettacolare "Vallemarina", diventata in breve tempo l'inno dei loro
concittadini.
Nel
frattempo i magnifici sei finiscono di registrare il loro primo cd,
"Kane Pizziglio", denominato il più grande capolavoro Punk rurale
della storia del Punk rurale.
Le
serate si susseguono, tra le più importanti sono da menzionare le
favolose performance a Fondi, per le feste del social forum, durante
le quali il pubblico è andato letteralmente in delirio urlando a
gran voce "il mafrone" e "Vallembernarda".
Gli
Uomini Sessuali credono che proprio nella nostra zona (il Sud
Pontino) si trovi la tana dell'avanguardia, la mescolanza di popoli
e lingue, sia storicamente che oggi, danno, a chi popola questi
luoghi, il bagaglio di esperienza necessario per produrre cose
nuove, mai sentite.
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